| Natale a New York |
| NATALE A NEW YORK di Candida Dal febbraio del 1968 mi trovavo a New York presso una famiglia di ebrei ortodossi come ragazza alla pari. Ricordo il Natale di quell'anno come una giornata di grande nostalgia, addolcita da una lettera dei famigliari e da una grande scatola di Femina arrivata dalla Svizzera, il costo della spedizione superava non di poco il costo dei cioccolatini, ma che delizia! La sera della vigilia sono andata alla messa di mezzanotte a Forest Hills. La mattina dopo ho ricevuto un grande pacco regalo: una pelliccia di lapin, sembravo proprio una grossa coniglia bianca e marrone, ma l'inverno a N.Y. è molto freddo. Mi è servita solo lì e in luglio, quando sono tornata, è stata la causa del sovrappeso del bagaglio. Dopo essere stata un paio d'anni in solaio è finita in una raccolta di indumenti per i terremotati in Sud Italia. La giornata l'ho trascorsa a Broadway, tante luci e tanti Merry Christmas, ma una grande solitudine. Non ricordo molto altro. La foto in rosa è stata ripresa a Capodanno, invitata da amici ungheresi fuggiti da Budapest in quell'anno. Anche loro sentivano la nostalgia del loro paese e abbiamo passato la serata con cibo, canti e tradizioni magiare. Al mattino ero contenta di essere tornata sana e salva, sulla strada gelata e con un autista poco sobrio. Cominciava il '69, l'uomo sulla luna, l'incontro con Ronald, andavo per la prima volta in Olanda a conoscere i futuri suoceri. |